giovedì 16 marzo 2017

Il giovane Mozart, la tragica ironia e la passione per i numeri

Non sapevo che il piccolo Mozart avesse una passione per l'aritmetica. Questa è sicuramente un'interessante scoperta personale per la settimana dei numeri. Grazie ad Anna Menichetti che ne ha parlato durante la puntata Mozart: i primi anni - WikiMusic del 29/01/2017.

Tra le altre cose molto interessanti sull'infanzia di Mozart che la conduttrice ci fa scoprire, tra cui un curioso aneddoto avvenuto durante un concerto a Napoli, c'è una citazione che mi è piaciuta molto e che rispecchia una caratteristica importante del genio salisburghese.
"Il tempo dell'infanzia non conosce le leggi, limiti emotivi e confini - ha scritto Enzo siciliano. Diventare maturi significa scontrarsi con leggi, con limiti. La pubertà è dilaniata tra il sentimento di quell'eternità e il sentimento della limitatezza. Una sospensione lacerante e dolcissima imbevuta di allegrezze imponderabili e di altrettanto imponderabili malinconie. La musica di Mozart  è forse l'unica musica che sappia parlarci di questa condizione cieca e indolente, di una felicità rapita e interamente terrena. Dove il sogno del paradiso e della suprema armonia è una raggiante promessa. La consapevolezza di qualcosa di tragico c'è sempre in Mozart. Quando scrive "giocoso" c'è sempre una nota dissonante, un accordo che non entra nell'armonia e quando scrive qualcosa di tragico c'è sempre un gioco che interrompe per un attimo il momento della tragedia. Perché è anche un autore fortemente ironico. E, d'altra parte, senza ironia non c'è tragedia."

Anna Menichetti racconta anche degli importanti viaggi in Italia di Mozart bambino. Una riflessione personale mi porta a chiedermi quanto i ripetuti contatti, a partire dai suoi 13 anni. con la cultura e la società italiane abbiano influito nello sviluppo della sua indole ironica.

venerdì 10 marzo 2017

Altramatematica a metà prezzo

Lo sapevate che in occasione del Pi Day, dal 13 al 19 marzo, tutti gli ebook di Altramatematica
saranno venduti a metà prezzo. Anzi che dico a metà prezzo. Lo sconto sarà addirittura del 50,25%. O, detto in altri termini, un euro in meno a ebook.
E tra questi ovviamente ci sono anche i miei!
Ma comprandovi tutta l'offerta dei 16 ebook risparmierete ben 16€: 15,84 invece di 31,84. E allora che aspettate?

mercoledì 15 febbraio 2017

Carnevale della Matematica #106 - libri di matematica e insalate di cibernetica

L'edizione di febbraio del Carnevale della Matematica, la numero 106, è ospitata da Rudi Matematici e il tema è "libri di matematica e insalate di cibernetica".
Io ho contribuito con una cellula melodica:

La cellula melodica da Dioniso : una quinta aumentata o - per quegli scellerati che ignorano l'enarmonia pitagorica - sesta minore, che dir si voglia, che genera la melodia per il semplicissimo verso gaussiano del 106 costituito da sole quattro sillabe.Dioniso è sempre eccessivo, non fateci caso... come possa venirgli in  mente che esista ancora qualcuno al mondo che non conosca l'enarmonia pitagorica, davvero non ce lo spieghiamo.



E con un paio di articoletti così introdotti:

Ma torniamo cominciando, nel senso che cominciamo con i contributi dei blogger, tornando ad uno già citato, Dioniso: 
Roberto Natalini e il rapporto tra matematica e realtà
Notata l'eleganza dionisiaca? Inizia il Carnevale citando un carnevalista (cosa che prima di lui, siamo pronti a scommettere, nessuno era mai riuscito a fare) e poi rimane in tema, dacché quello di Zellini è certo libro di matematica. 

Il mese prossimo l'edizione numero 107 del 14 marzo 2017 (“lieto”) verrà ospitata da DropSea – e il tema sarà: Pi day.

Calendario con le date delle prossime edizioni del Carnevale.

domenica 5 febbraio 2017

Zellini e l'ontologia della matematica

"Le proposizioni logiche che affermano l'esistenza di qualcosa non servono a sapere ciò esiste realmente. Ma servono a capire che cosa una nostra asserzioni dice che ci sia. Quindi il problema logico è un problema linguistico non un problema ontologico. La logica non conclude nulla sulla realtà delle cose. Come la fisica non conclude nulla sulla realtà delle cose.
Qual è, invece, la realtà della matematica? La matematica è solo uno strumento della fisica? Ha un carattere non ontologico come la logica? Come la maggior parte dei matematici, io sono convinto che la matematica è un mondo a sé. È un mondo reale anche se i suoi enti sono reali in un modo diverso da quello per cui gli enti fisici sono reali."
Paolo Zellini

Storie umane di matematici di Chiara Valerio - Passioni del 11/12/2016 - Paolo Zellini, matematico, autore di Breve storia dell’infinito (Adelphi, 1983) e dell’ultimo Matematica degli dei e Algoritmi degli uomini (Adelphi, 2016) ci racconta le insidie dell’infinito e degli infiniti numeri.

domenica 22 gennaio 2017

Roberto Natalini e il rapporto tra matematica e realtà

Di recente ho ascoltato Storie Umane di Matematici di Chiara Valerio del 04/12/2016. La puntata contiene un'intervista a Roberto Natalini sui temi: i sogni dei matematici, l'utopia della matematica e il rapporto tra matematica e realtà.
Tutta la puntata è interessante ma più di tutto mi è piaciuta la parte finale in cui Roberto Natalini parla del rapporto tra matematica e realtà. Nella citazione che riporto di seguito affiora un punto di vista vicino a quello cognitivista che George Lakoff e Rafael E. Núñez hanno descritto in "Where Mathematics Comes From". Quello che Pitagora aborriva in Ma i numeri esistono veramente? O sono solo una nostra invenzione?

"Secondo me la matematica è basata su come siamo fatti noi. Se noi pensiamo che i numeri primi siano una cosa naturale è perché abbiamo le dita. Se non fossimo abituati a contare perché dotati, al posto delle dita, di tentacoli protoplasmatici, probabilmente I numeri primi non ci verrebbero neppure in mente. Quindi sicuramente la matematica è una creazione umana come la cultura e forse è più vicina al linguaggio di tante altre attività. Però, attenzione, non è soltanto un linguaggio, perché la matematica parla di qualcosa che è dentro di noi. E sono queste le idee matematiche. Spesso uno si dimentica che prima del simbolismo, prima delle notazioni, prima dei triangoli e dei quadrati disegnati, ci sono delle esperienze di qualcosa che proviamo dentro di noi. E la maggior parte dei matematici lavora così, con delle sensazioni. Sensazioni interne che sono abbastanza scorrelate dai simboli e precedenti ad essi. Poi è chiaro che i simboli e il linguaggio sono uno strumento del matematico, così come i pennelli per un pittore. Senza questi mezzi è impossibile dar forma a delle sensazioni. Però a volte sono identificati con la materia stessa. Ma sicuramente c'è qualcosa di più profondo dietro che forse è la nostra sintesi della percezione della realtà. Insomma, la matematica è forse il modo più efficace per rappresentare la nostra percezione della realtà."